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La Liguria vanta una buona tradizione vinicola, favorita dalla sua posizione sul mare, che ha agevolato nel tempo i traffici marittimi e la commercializzazione dei prodotti.
La produzione vinicola di questa regione risale all’Epoca Romana.
Fu però dal Medio Evo che la produzione prese un importante impulso.
Il Golfo del Tigullio, delimitato a Occidente dal Monte di Portofino e ad Oriente da Punta Manara, si apre sul Mar Ligure disegnando uno degli scenari più spettacolari del Mediterraneo.
Zona d’eccellenza per il turismo internazionale, ricca di storia, arte e cultura, questa parte della Riviera Ligure di Levante si distingue oggi per una interessante produzione vinicola.
La Denominazione di Origine Controllata “Golfo del Tigullio”, istituita con Decreto Ministeriale il 1° Settembre 1997, regolamenta un’ampia gamma di vini bianchi, rosati, rossi, spumanti e passiti.
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I Vini Bianchi spesso utilizzano come vitigni principali il Vermentino e la Bianchetta Genovese, in percentuali variabili tra il 20% e il 70%. Per la parte residua possono concorrere alla produzione anche altri vitigni a bocca bianca non aromatici fino ad un massimo del 40%.
I vini rossi o rosati utilizzano invece come vitigni principali il Ciliegiolo e il Dolcetto, in percentuale variabile tra il 20% e il 70%. Per la parte residua concorrono alla produzione altri vitigni a bocca rossa in percentuale non superiore al 40%.
La zona di produzione dei Vini DOC Golfo del Tigullio comprende tutta la fascia costiera posta a Levante del Comune di Genova fino al confine con la Provincia di La Spezia e l’immediato entroterra. La produzione è ancora piuttosto limitata, essendo la superficie vitata estesa per circa 55 ettari, disposti prevalentemente attorno al Comune di Sestri Levante, lungo le Valli Petronio e Graveglia.
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