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Le Sete e i Velluti a Zoagli
L’arte della tessitura dei velluti e della seta a Zoagli
risale al Medioevo.
A partire dal ‘500 a Zoagli questa attività
si sviluppò fortemente,
e gli artigiani zoagliesi si specializzarono
nella produzione dei velluti lisci o operati,
raggiungendo livelli di grande raffinatezza.
Nell’800 si contavano a Zoagli almeno 1200 telai.
Oggi quest’arte è praticata da due laboratori artigianali
di questa località,
dove è ancora possibile ammirare
la realizzazione di velluti e damaschi
su originali telai ottocenteschi,
e acquistare velluti e sete di grande qualità.
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I Damaschi a Lorsica
Nel paese di Lorsica,
che sorge nell’entroterra di Portofino Coast
in Val Fontanabuona,
si coltiva ancora l’arte antica del Damasco.
La lavorazione di questo prezioso tessuto,
si svolge su telai di antica data,
e il disegno risulta ancora essere in rilievo
dal diritto e concavo sul rovescio, come un tempo.
La fine consistenza della trama
e la ricchezza del disegno,
che richiama i modelli antichi,
rende particolarmente preziosi questi manufatti.
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Il Pizzo a Tombolo
La tradizione del pizzo a tombolo
è una forma artigianale tipica delle cittadine del Tigullio,
praticata nella zona dal XVI secolo.
La particolare lavorazione prevede l’intreccio di fili
mantenuti in tensione dai fuselli
in dialetto "caviggae",
che tracciano un disegno appuntato sul tombolo,
detto “ballun” per la sua forma piuttosto tondeggiante.
Le merlettaie lavorano
posando sulle ginocchia il “tombolo”,
sul quale viene stesa una pergamena traforata,
formando il modello del disegno.
Sulla pergamena vengono conficcati gli spilli
che servono da guida ai fili,
producendo manufatti di straordinaria grazia e bellezza.
A Rapallo è possibile ammirare
una splendida raccolta di pizzi al tombolo
presso il Museo del Pizzo, situato presso la Villa Tigullio.
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Il Macrame'
Il nome “Macramè” è di origine araba,
e rappresenta opere di artigianato di lino
(tovaglie, asciugamani, accessori di abbigliamento)
caratterizzati da lunghe frange
ricavate dagli stessi fili del tessuto,
intrecciati e lavorati con numerosi nodi
a formare eleganti disegni.
Quest’arte fu introdotta in Liguria nel 1300
dai marinai che tornando dai loro viaggi,
soprattutto nella zona di Chiavari,
insegnavano alle loro donne ad intrecciare le frange,
con un lavoro di abilità e pazienza.
I famosi macramè di Chiavari
sono fatti con questo sistema, ed il supporto usato
per questo tipo di lavorazione
si chiama “cavalletto”,
sul quale la merlettaia fissa il tessuto da lavorare.
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L'Ardesia
L’Ardesia, detta anche “Lavagna”,
è la pietra nera simbolo della Liguria.
La grande riserva di ardesia
si trova nella Val Fontanabuona,
dove sono ancora presenti molte cave attivi,
laboratori artigianali,
piccole industrie per la lavorazione della pietra.
La vera ardesia si può sfaldare perfettamente
fino a raggiungere spessori sottilissimi,
e questo lavoro è possibile
grazie all’abilità dello “spacchino”.
La produzione dell’ardesia va dal settore dell’edilizia
a quello delle lastre per i biliardi, all’arredamento
e all’oggettistica.
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Le Sedie di Chiavari
Le Sedie di Chiavari, dette Campanino,
si presentano con una linea snella e arrotondata,
che rispetta la curvatura naturale del legno.
Sono caratterizzate da una straordinaria leggerezza,
grazie all’utilizzo del legno
(acero in origine, oggi ciliegio e faggio),
e da una notevole robustezza
dovuta alla particolare tecnica di montaggio,
ottenuta incastonando i componenti tra loro
con colla a caldo.
I sedili sono realizzati direttamente sulla seggiola
mediante l’intreccio di 4 strisce di corteccia di salice.
Tutto il lavoro viene fatto rigorosamente a mano.
La sedia Campanino,
che deriva il nome da colui che l’aveva ideata
agli inizi dell’Ottocento, ha ottenuto grande successo anche all’estero,
e viene ancora prodotta
in diversi laboratori artigianali.
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